Skin ADV
Prato OGGI
  • Cerca:
  • 08:01 - 16/1/2018
  • 78 utenti online
  • 6784 visite ieri
  • [protetta]

CALCIO

Mentre la S.S. Granducato A.S.D. (foto) si accinge a rappresentare la provincia di Pistoia nelle finali nazionali arancio-blu di calcio a 7 in programma a Montecatini Terme dal 12 al 16 luglio, nella nuova sede pistoiese del CSI di via del Frutteto già si lavora sodo in vista della stagione sportiva 2017/18, 

PODISMO

Ancora un successo per l' “Americana in Piazza”, gara podistica a eliminazione tenutasi nel pomeriggio di venerdì 2 su un percorso di 300 metri in piazza Vittorio Veneto a Casalguidi organizzata dalla locale società dell' Atletica Casalguidi Mcl Ariston. 

PRATO

Una gita nel tempo alla scoperta della Prato medievale fra Castello dell'Imperatore e Cassero. L'appuntamento è per lunedì 17 aprile alle 18 per un viaggio fra il castello federiciano e il suo camminamento da compiere in compagnia di una guida esperta pronta a svelare tutti i segreti degli antichi cavalieri, le loro abitudini e il modo di vivere nel Trecento.

PRATO

Il 7 ad Antonini, il 10 a Tavano, mentre Cavagna va in “doppia cifra”. Il Prato ha comunicato i numeri di maglia ufficiali dei propri giocatori per la stagione 2016-17. Anche in Lega Pro quest’anno, infatti, le maglie saranno personalizzate. La 10 è finita sulle spalle di Ciccio Tavano.

PRATO

Il Prato Calcio a 5 annuncia con soddisfazione l’ingaggio del laterale italo-albanese Rej Karaja, giovane talento proveniente dai campioni d’Italia dell’Orange Futsal di Asti. A soli 19 anni Karaja ha già debuttato con gol nella Nazionale maggiore dell’Albania.

PRATO

A tagliare per primo il traguardo della gara podistica di 15 km, un percorso impegnativo che passa attraverso Sasseta, Luciana, Cavarzano, Poggiole fino a San Quirico di Vernio,  è stato anche in questa edizione del “Trofeo Corri a Sasseta”   Jilali Jamali con la maglia del Parco Alpi Apuane.

none_o

Il suo seno nudo, ne 'La Cena delle Beffe' di Alessandro Blasetti, mandò in visibilio l'Italia. 

none_o

Sem Benelli è uno squarcio di luce su quello che è stato il rapporto fra mondo culturale italiano e Fascismo. 

none_o

Solo chi ha provato lo sfruttamento e le privazioni sulla sua pelle può affrontare una dura lotta per la libertà.

none_o

Quando, nel 1901, Beniamino Forti morì, non poteva certo che un governo dispotico avrebbe distrutto alla radice il suo impero economico.

none_o
Dai telefoni bianchi al profondo rosso con Clara Calamai

28/8/2016 - 14:57

Il suo seno nudo, ne ' La Cena delle Beffe' di Alessandro Blasetti, mandò in visibilio l'Italia. Era il 1942 e la Guerra stava mostrando al nostro Paese il suo lato più duro, con la ritirata di Russia, la battaglia di El Alamein ed i primi bombardamenti sul territorio nazionale. Il dramma su sfondo medioevale scritto da un altro pratese di successo, Sem Benelli, fu in quell'anno trasposto in opera cinematografica, ed ebbe per l'epoca un successo enorme. Merito anche di Clara Calamai, classe 1909, pratese purosangue, attrice garbata e versatile, dotata di un fascino a dir poco magnetico.

Approdata al cinema già adulta, seppe sin da subito ritagliarsi un ruolo da protagonista. L'esordio in 'Pietro Micca', un film storico diretto da Aldo Vergano, costituì per lei un trampolino verso il successo, che non l'abbandonò mai sino alle soglie della vecchiaia.

Eppure, nell'agone cinematografico degli anni Trenta e Quaranta, a Clara Calamai non mancavano certo le rivali agguerrite. Nel firmamento della celluloide italica brillavano infatti stelle di prima grandezza, come Alida Valli, Luisa Ferida, Assia Noris e Doris Duranti. Quest'ultima, amante del Ministro della Cultura Popolare, il fiorentino Alessandro Pavolini, nutrì per l'attrice pratese un'avversione fortissima. Temendo forse che il potente gerarca le potesse sfuggire di mano, la Duranti cercò con ogni mezzo di ostacolare, senza peraltro riuscirvi, la carriera di Clara che, anzi, pareva trovare nuovi stimoli da questa guerra combattuta anche con colpi proibiti.

I più grandi registi del tempo, dal già citato Blasetti a Camillo Mastrocinque, da Roberto Roberti a Gianni Franciolini, le affidarono ruoli di primo piano nelle loro opere. Lo stesso Luchino Visconti la volle come protagonista femminile in 'Ossessione', girato con l'attore Massimo Girotti. Quest'opera, realizzata nel 1943 in pieno conflitto mondiale e con la guerra civile che faceva capolino, viene vista dai critici cinematografici come la prima pellicola del neorealismo, genere che ebbe in Italia un successo incredibile sin dal primo dopoguerra.

Allineata con il regime ma senza i fanatismi della Duranti o della Ferida, riuscì a superare indenne la fine della Repubblica Sociale. Per la Duranti, invece, si aprì un triste periodo di esilio e vita errabonda, mitigata dal matrimonio in età matura con il giornalista Mario Ferretti, quello che coniò per Fausto Coppi la celebre frase 'un uomo solo al comando'.

Alla Ferida andò anche peggio. Fu fucilata dai partigiani all'indomani della Liberazione insieme al suo compagno nelle scene e nella vita Osvaldo Valenti. La condanna a morte fu caldeggiata (forse con eccessiva acrimonia...) dall'allora membro del CLN milanese Sandro Pertini, futuro amatissimo Presidente della Repubblica.

Conscia tuttavia che la sua carriera era fortemente compromessa dalla fine del regime fascista, Clara preferì allontanarsi volontariamente dalle scene, sposando nel 1945 il Conte Leonardo Bonzi, un aristocratico con la passione per lo sport e l'esplorazione.

Bonzi, fra gli anni Quaranta e Cinquanta, fu infatti un tennista professionista di ottimo livello, oltreché un discreto pilota di bob nelle piste ghiacciate. La sua passione per l'Africa lo portò ad intraprendere numerosi viaggi d'esplorazione soprattutto nell'area del Congo e del Sud Sudan. Ad alcuni di questi viaggi partecipò anche Clara, che negli anni Cinquanta riprese la carriera cinematografica con alcune sporadiche apparizioni. La bella favola con il nobile gentiluomo, tuttavia, finì nel 1959, con l'annullamento del matrimonio davanti alla Sacra Rota. Da questa unione nacquero due figlie, a cui Clara restò sempre affezionatissima.

Libera da vincoli matrimoniali, la Calamai riprese a lavorare nel cinema, accettando le offerte di Luchino Visconti che nel '57 la volle nel cast del film Notti Bianche. Poco dopo la Rai le propose poi di girare lo sceneggiato Tom Jones, diretto dal regista Eros Macchi, a dimostrazione che ogni pregiudizio sul suo passato era ormai definitivamente caduto. Con il trascorrere del tempo seppe sempre scegliere le parti adatte alla sua età ed alla sua classe, senza svendersi di fronte a copioni di dubbia qualità.

Dopo aver annunciato, a metà degli anni Sessanta, il suo ritiro dalle scene, vi fece invece clamorosamente ritorno nel 1975, quando Dario Argento le affidò in 'Profondo Rosso' la parte di Marta, la... sanguinaria madre del protagonista. Il successo della trama horror e della colonna sonora dei Goblin (diventata un vero e proprio cult), consegnarono al film una fama immortale e permisero a Clara Calamai, che nel frattempo si era risposata con il comandante d'aviazione Valerio Andreoli, di ritirarsi definitivamente dal cinema con un vero e proprio trionfo. Morì a Rimini nel 1998, alla soglia dei 90 anni.

Di questa diva, LIBRO, LUOGO, LASCITO MORALE.

LIBRO: Dario Argento. Paura. Einaudi 2014.

LUOGO: Venezia, ove la Repubblica Sociale costruì il Cinevillaggio, equivalente in tono minore della Cinecittà romana.

LASCITO MORALE: Ogni stagione della vita porge i suoi frutti.

 

 

di Giancarlo Fioretti

 
+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

codice di sicurezza Cambia immagine

Inserisci qui il codice di sicurezza
riportato sopra: